La domanda giusta che ti farà guadagnare per sempre




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Uomo che pensaSpesso le persone che incontro mi dicono che somiglio al “calzolaio con le scarpe rotte”; il fatto è che in questo Blog io insegno alle persone come vendere e vendersi, come fare marketing, impostare il business e accrescere la propria personal brand… poi uno va a vedere la mia presenza online e scopre pochi follower in giro, quindi può pensare che lo stia prendendo in giro o che ciò che dico in realtà non funzioni affatto. La realtà è molto più semplice: non ho bisogno di vendere né di vendermi. Io sono nato libero (cit.).

Una qualsiasi azienda come un libero professionista, spende tempo e denaro in marketing e pubblicità perché vuole vendere i suoi prodotti e ne vuole vendere sempre di più; a volte questo è fatto in modo sano – per migliorare la propria condizione economica o per creare posti di lavoro – altre volte in modo non sano, cioè per avidità pura, uno dei mali principali della società attuale. Per quanto mi riguarda – e per chiarire questo punto – il motivo per cui tengo questo Blog è scritto in basso a destra in ogni singola pagina e cioè per “condividere le mie conoscenze”, non per vendere corsi che non faccio, libri che non scrivo (in realtà ne uscirà uno a fine febbraio ma solo per accontentare le tante richieste, non per guadagnarci), non per fare consulenze che spesso offro gratis. Questo è quindi il mio posto di relax, anche di divertimento a volte ma, soprattutto, soddisfa una mia esigenza primaria:

Aiutare gli altri

Negli ultimi tre mesi dell’anno appena terminato, ho fatto trovare lavoro ad almeno una decina di persone e spesso mi diverto anche a mandare il mio curriculum vitae (!) ad aziende che non c’entrano niente con le mie esperienze e il mio settore e addirittura mi chiamano comunque a tenere colloqui, ai quali vado giusto per vedere come le aziende cercano personale, se sono serie o meno e quindi consigliarle o sconsigliarle a chi è in cerca di lavoro. Così come in passato ho fatto il “mistery agent”, oggi mi diverto a fare il “mistery candidate“, anche per smascherare tanti imbroglioni che ci sono in giro, far loro perdere tempo e metterli in una “black list” che poi consegno a chi vuole candidarsi presso alcune aziende. Dici che sono un figlio di buona donna, eh? Beh, non è che le imprese in giro siano tutte fatte da stinchi di santo, anzi, quindi diciamo che le combatto a armi pari

Nello stesso periodo ho anche visitato delle attività commerciali di amici di amici che andavano maluccio; vi ho trovato diversi errori di impostazione, una mentalità antica che è stato difficile scardinare (come accade spesso se non sempre…), ampi margini di miglioramento e piccole cose che, una volta modificate, hanno portato queste iniziative imprenditoriali ad andare meglio, molto meglio, soprattutto a mettersi sulla giusta strada per proseguire con un percorso di crescita fatto come si deve. L’ho fatto gratis, perché erano amici e perché provo piacere nell’aiutare gli altri, poi se mi va posso chiedere migliaia di euro a una azienda che vuole soltanto incontrarmi per avere un parere perché mi gira così, faccio come mi pare, non sono tenuto ad avere un tariffario, a regalare tutto o a svendermi, sono affari miei e li gestisco come voglio io.

Lavorare per attitudini è il miglior modo per non dover lavorare

Qualcuno potrebbe dire che il mio aiutare gli altri faccia di me una bella persona o un buon samaritano; neanche per idea! Il fatto è che per me, rendermi disponibile per il prossimo è come detto una esigenza primaria e quindi i miei muscoli e il mio cervello si muovono naturalmente in quella direzione. È un po’ come chi ha bisogno di stare al caldo perché non sopporta il freddo (sempre io!); in ufficio o a casa non accenderà i riscaldamenti per far star bene i suoi dipendenti o ospiti, ma perché non riesce proprio a vivere a una temperatura più bassa di un certo livello, non può fare altrimenti. Per me è la stessa cosa.

Se ti racconto tutto questo, non è per confessarmi o per togliermi dei sassolini dalle scarpe, ma per invitarti a riflettere sulla tua persona e sulle tue esigenze primarie. Spesso infatti mi capita di vedere persone che cercano la propria strada lavorativa o svolgono un mestiere che è lontanissimo se non all’opposto dalle loro attitudini. Ad esempio, io sono un grande organizzatore, anzi mi reputo il migliore; se mi dai gli strumenti giusti per organizzare una cosa, stai certo che lo farò nel migliore dei modi possibili, nessuno potrà dire che manchi qualcosa. Se invece mi chiedi di stare dietro alla burocrazia e di barcamenarmi tra i suoi mille rivoli e cavilli, io esco fuori di testa, abbandono la nave dopo cinque minuti, ragion per cui mi circondo di persone che sono invece capaci a fare le cose che io non so fare (come ho scritto qui).

Perché, allora, le persone continuano a fare lavori per i quali non sono portati?

Qualcuno potrebbe facilmente rispondere: “Per sopravvivenza, perché devono guadagnare per vivere. Siamo sicuri però che queste persone stiano realmente sopravvivendo oppure guadagnando? Un individuo messo a fare un lavoro che non è nelle sue corde (e qui mi rivolgo soprattutto ai recruiter e agli imprenditori che sono totalmente incapaci di capire chi si trovano davvero di fronte) non solo farà male quel lavoro, ma vivrà male, produrrà poco, guadagnerà poco lui e di conseguenza farà guadagnare poco l’azienda. Questa persona, per carità, fa bene a voler comunque lavorare per ottenere il pane quotidiano, ma farebbe ancora meglio se nel frattempo cercasse di capire se stessa, cosa è realmente capace di fare al di là dei titoli di studio e delle esperienze e cercare il lavoro giusto per il suo futuro.

Vedo infatti molte, troppe persone che ad esempio dopo la chiusura di una azienda dove lavoravano, decidono su due piedi di investire i loro pochi denari aprendo un negozio. Non si sono mica chiesti se sanno fare i commercianti/imprenditori, se amano stare al pubblico, se sanno affrontare le mille incombenze burocratiche che una attività autonoma comporta. No, hanno detto “apro un negozio perché non ho niente di meglio da fare“. Il risultato, quasi sempre, è che poi trovano come questa attività non si sposi con le loro attitudini, quindi falliscono in breve tempo. Attenzione: la stessa cosa accade anche agli imprenditori che a un certo punto decidono di farsi acquisire da realtà più grandi, per poi trovarsi ad essere del tutto incapaci di fare i dipendenti! Se essere dipendente o imprenditore non è nelle tue capacità, perché lo fai?

Capire se stessi è il miglior modo per garantirsi un futuro di successo

Le vicissitudini economiche di questo paese e di molte grandi aziende, hanno “mandato a spasso” molte persone e io ne incontro tante, persone che a questo punto della loro vita non sanno cosa fare e non sono tutte disperate, anzi, perché c’è anche chi ha messo da parte un bel gruzzoletto e quindi ha più tempo a disposizione per pensare al futuro. Il mio invito è quello di prendere coscienza di se stessi, cercare a ogni costo e con ogni mezzo di capire qual è la cosa della quale realmente non si può fare a meno, quale cosa è una vera esigenza primaria, come il respirare, che viene naturale e che quindi ovviamente ti verrà meglio fare, sarà senz’altro fonte di piacere, di guadagno, di successo, di gratificazione personale.

Nessuno è obbligato a fare qualcosa per forza, nemmeno lavorare. Ad esempio, proprio chi si ritrova in mano una discreta quantità di denaro, non è detto debba investirla in una attività autonoma, specialmente se non ha attitudine imprenditoriale. Per questo tipo di persona sarebbe senz’altro più logico e più redditizio investire nelle imprese di altri, oppure essere socio non lavoratore di una azienda, lasciando le persone capaci a mandare avanti le attività, limitandosi a finanziarla, o ancora affidare i propri risparmi a professionisti ed esperti capaci di investirle in settori redditizi, ce ne sono innumerevoli. Non esiste un dottore che ti ordini di lavorare o di fare l’imprenditore, esiste la tua cifra, il tuo destino che ti dice in cosa sei capace e in cosa no, cosa devi assolutamente fare perché è quello che ti riesce meglio in quanto del tutto naturale e potrà essere fonte di soddisfazione per te e per tante altre persone.

In un post precedente ho scritto come, purtroppo, la generosità oggi generi dubbio e sospetto, però è proprio da questo punto che dovresti iniziare se stai cercando una via per il tuo futuro; chiediti “cosa posso fare per gli altri?“. Ti stupirai nello scoprire come la risposta a questa domanda, ti darà automaticamente la risposta all’interrogativo sul tuo futuro che ti stai ponendo da tempo, perché ti farà vedere in modo chiaro, limpido, cristallino cosa sei capace a fare, cosa devi fare, qual è la tua naturale attitudine. Perché questo Blog, che non mantengo per guadagnare, invece mi fa guadagnare moltissimo? Perché è la risposta alla mia attitudine principale, che è quella di aiutare gli altri e aiutando gli altri, aiuto me stesso.

Se vuoi guadagnare anche tu, soprattutto se vuoi guadagnare un futuro in cui sarai davvero te stesso, darai il massimo e otterrai il massimo, ora sai cosa fare. Chiediti cosa puoi fare per gli altri e subito scoprirai la tua esigenza primaria, la tua attitudine naturale e potrai esprimerla nel miglior modo che puoi; i tuoi affari e la tua vita saranno un successo… garantito al limone!





     

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